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19 novembre 2011

LA VITA OCCULTA E SATANICA DI PERSONAGGI MOLTO FAMOSI (di G. Cosco)



    Non poche illustri personalità hanno subito il fascino dell’occulto più di quanto si possa lontanamente immaginare. Tra il finire dell’Ottocento e lo scoppio della prima guerra mondiale moltissimi noti personaggi del mondo, scientifico, culturale e artistico furono attratti dalla magia. Alcuni di questi furono Edward Bulwer-Lytton, autore de: "Ultimi giorni di Pompei" e di vari altri romanzi, Bram Stoker, l’autore di "Dracula il vampiro", due premi Nobel del calibro di William Butler Yeats e Thomas Stearns Eliot. Tra gli scienziati William Crookes, scopritore del tubo catodico e tanti altri ancora, tutti appartenenti all’Ordine esoterico della "Golden Dawn".

    La sorella del filosofo francese Henri Bergson, Moina, sposerà addirittura Samuel Liddell MacGregor Mathers, che assieme al dott. William Wynn Westcott e a William Robert Woodman creerà l’Ordine ermetico della "Golden Dawn" nel 1888. W. B. Yeats adottò un nome magico alquanto diabolico: "Daemon est Deus Inversus" (Il diavolo è il lato rovescio di Dio). Il poeta era <<affascinato dal diabolismo (termine che a quanto pare scriveva e pronunciava: Dyhabolism)>> (F. King, Magia rituale, Mediterranee, Roma 1970).

    Sir Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes, credeva nientemeno che alle fate. Egli si convertì, durante la guerra, allo spiritualismo ma <<invece di seguire il percorso dei suoi compagni verso la metafisica, aderì a una ricerca portata avanti da certi membri della Società Teosofica convinti che delle fate fossero state fotografate nella valle di Cottingley, nello Yorkshire. Fu solo nel 1935 che le fate di Cottingley vennero definitivamente smascherate… Nonostante questo, il libro di Doyle attrasse un vasto pubblico>> (James Webb, Il sistema occulto. La fuga dalla ragione nella politica e nella società del XX secolo, Sugarco Edizioni, Milano, 1989).

    E’ stata grande la polemica sullo scrittore francese Lèon Bloy (1846-1917), del quale l’editore Adelphi ha ripubblicato il libro del 1892: "Dagli ebrei la salvezza". Bloy, reputato un fervente cattolico, già nel suo "l’anima di Napoleone" parlava di Napoleone in questi termini: <<la faccia di Dio nelle tenebre (…) uno strumento divino>>. Nel libro ristampato da Adelphi l’ha detta o, meglio, l’ha scritta proprio grossa. Del Paraclito egli si disse certo che: <<E’ talmente il nemico, talmente l’identico a quel Lucifero che fu chiamato Principe delle Tenebre, che è quasi impossibile separarli>> ("L’Italia", 28 settembre 1994, pag. 52). Secondo Raymond Barbeau, biografo di Bloy, le rivelazioni allo scrittore furono fatte dalla sua amante Anne-Marie Roulé, una prostituta medium. Bloy fu un fervido seguace di una gnosi luciferina denominata "Esegesi simbolica". (R. Barbeau, Un prophéte luciférien, Léon Bloy, ed. Montaigne, Paris 1957).

    Nel mondo dell’arte, la vita dell’artista Amedeo Modigliani cela un segreto inquietante. Il pittore poneva spesso, accanto alla sua firma, il numero della Bestia dell’Apocalisse, il 666. Molti dei suoi scritti, scrive acutamente la studiosa di Storia dell’Arte Maria Vescovo, <<sono "segnati" da simboli, lettere ebraiche, numeri (si nota il 6 nei riccioli sulla fronte delle figure femminili, gli orecchini a triangolo), sigilli (il sigillo di Salomone o Stella di Davide) che Modigliani ha volutamente "nascosto" nelle opere, per canalizzare una seconda lettura che doveva essere compresa da pochi…>> ("Risk, arte oggi", Settembre-Ottobre 1994, n. 14, pag. 11). Un Modigliani pittore inconsueto, che ha profonde conoscenze esoteriche e, sembrerebbe, anche convinto di essere un predestinato, <<un cristo, o Jehovah=Dio – che trasforma la materia grezza, o colui che possiede la Saggezza… I riscontri sono moltissimi, e non certo casuali, si trovano parecchie opere che possono documentare e confermare tutto questo>> (Ibid.).

    Nel mondo del cinema le cose vanno anche peggio. La guardia del corpo dell’armatore greco Aristotele Socrate Onassis, Frank Monte, in una autobiografia-scandalo, ha fatto rivelazioni incredibili. Monte, che è stato l’uomo accanto al quale Onassis ha trascorso gli ultimi cinque anni della sua esistenza, nel suo libro: "La spia degli uomini duri", scrive che il magnate aveva tra i suoi vizi la passione per orge omosessuali e la celebrazione di messe nere. Amava anche travestirsi da donna. Secondo Monte, il miliardario greco, che sarebbe stato dedito al satanismo e alla magia nera <<sarebbe stato iniziato proprio da Maria Callas, ma aveva ben presto superato la maestra improvvisando dei sabba per i quali aveva addirittura fatto erigere un apposito tempietto, dove officiava i riti>> ("Corriere della Sera", 2/11/91).

    L’ex guardia del corpo svela ancora che alle messe nere di Onassis e della Callas avrebbe partecipato anche l’attore inglese Richard Burton. Altri attori satanisti sarebbero stati Bobby Beausoleil, Jayne Mansfield, Kim Novak, Roman Polansky e Sammy Davis Junior (che chiese di tenere segreta la sua adesione), tutti appartenenti alla Chiesa di Satana di San Francisco, fondata nel 1966 da Anton Szandor LaVey. Il regista Polansky, nel suo film "Rosemary’s Baby", fece interpretare la parte del diavolo allo stesso LaVey.

    La Mansfield esibiva <<la sua fede satanica in pubblico e in privato finché il suo compagno Sam Brody non la costringe a rompere con LaVey. Quando, nel 1967, Brody e la Mansfield muoino in un incidente automobilistico, poco dopo la rottura con LaVey, molti seguaci della Chiesa di Satana ritengono che non si tratti precisamente di una coincidenza>>. (M. Introvigne, Il cappello del mago, SugarCo, Milano 1990, pag.388). LaVey affermò di aver conosciuto <<piuttosto intimamente… una spogliarellista alle prime armi chiamata Marilyn Monroe>> (Ibid., pag. 386).

    Un mondo di celluloide insospettato, dove molte star praticavano e praticano il culto di Satana. Di casa ad Hollywood vi era pure la violenza più efferata. Sammy Davis Junior ebbe negli anni ’50 una relazione con Kim Novak e, da quanto scrive Kenneth Anger nel suo libro: "Hollywood Babilonia III", gli costò cara. Anger racconta: <<Kim era sotto contratto con la Columbia e la sua carriera poteva essere rovinata dalla rivelazione dell’amore. Così il boss della Mayor manda a casa Davis dei sicari che gli cavano un occhio con un cucchiaio>>. Sammi Davis Junior, dopo l’aggressione, disse di aver perso l’occhio in un incidente automobilistico.

    Il mago nero A. Crowley è popolare anche tra i vip della musica rock: <<già i Beatles lo avevano inserito fra le "persone che ci piacciono" sulla copertina del famoso Sergeant Pepper… Jimmy Page (già dei Led Zeppelin) è uno dei maggiori collezionisti mondiali di materiale crowleyano e ha, addirittura, acquistato la casa del "Maestro Therion" a Boleskine; Ozzy Osbourne e David Bowie hanno menzionato Crowley nelle loro canzoni e Sting si è dichiarato "thelemita" in un’intervista a "Penthouse". E la lista potrebbe continuare>> (M. Introvigne, op. cit., pag. 291). Madonna, la famosissima pop star e attrice, in un’intervista fattale da Norman Mailer, afferma: <<Io credo che religione ed erotismo siano due cose assolutamente collegate. E penso anche che le mie prime emozioni di natura erotica e sessuale siano nate proprio andando in chiesa. (…) Il confessionale, i paramenti, le vetrate, i rituali, l’inginocchiatoio… tutta roba molto erotica. In fondo, il cattolicesimo è estremamente sadomaso>> ("Panorama", 30 Settembre 1994, pag. 140).

    Nella canzone "Act of contrition" dell’album "Like a prayer" del 1989, Madonna in <<un coro di voci registrato al contrario, che si ascolta in secondo piano… dice l’Atto di dolore. Facendo girare il disco al rovescio… si ottiene un coro che ripete: "It’s like a prayer. / Your voice can take me there". E cioè: "E’ come una preghiera. / La tua voce può portarmi lì">> ("L’Italia", settimanale, 2 Novembre 1994, pag. 57). Qualche istante prima dell’inizio della blasfema canzone "Act of contrition" si può ascoltare, alzando il volume: <<Tuo è il regno, tua la potenza e la gloria nei secoli>>, il tutto con brani dell’Ave Maria.

    Un giorno Lennon diede, forse, il massimo di sé. E’ il famoso biografo del celebre complesso, Albert Goldman, a raccontare la storia che segue. Un bel giorno Lennon si mise tutto serio a fare "degli strani movimenti con le braccia e con le mani, come se avesse le ali", poi rivoltosi all’amico Pete Shotton mormorò con enfasi e sorpresa, continua Goldman: "<<Pete!>> disse... con un filo di fiato, con un sussurro intimorito. <<Credo di essere Gesù Cristo!>>. ...<<Devo dirlo a tutti! Devo far sapere al mondo chi sono!>>. Non perse tempo e fece convocare nel suo studio i Beatles e i più stretti collaborati per dare loro la sorprendente notizia. Con sguardo ieratico, quando li ebbe tutti dinanzi, rivelò la buona novella agli esterrefatti amici: "<<Ho una cosa molto importante da comunicarvi>> attaccò. <<Sono Gesù Cristo, sono tornato...>>". Poi ci fa sapere Goldman: "Chiese che la Apple (la casa discografica, ndr) preparasse un comunicato stampa per annunciare immediatamente il Suo ritorno...", di Gesù Cristo naturalmente. (Albert Goldman, John Lennon, Mondadori, Milano 1988).

    Yoko Ono e John Lennon avevano anche una particolare attrazione per l’antico Egitto. Un giorno Yoko arrivò perfino a comprare una mummia, il perché è presto svelato. Era convinta che quel corpo mummificato fosse una delle sue precedenti incarnazioni. Albert Goldman scrive nel suo libro che "essere una principessa egiziana era solo una delle fantasie di Yoko. Lei e John godevano anche dell’idea di essere la reincarnazione di Napoleone e Giuseppina". (Ibid.).

    Yoko Ono fece molto altro ancora. Un bel giorno del 1977 si rivolse ad un suo fidatissimo amico e gli disse che voleva conoscere una vera strega. Il motivo di tale richiesta, spiega Goldman, derivava dal fatto che la compagna dell’ex Beatles si era messa in testa di legare, indissolubilmente, a sè Lennon e perciò le serviva l’aiuto di una strega. Il suo amico Sam Green prima la stette a sentire piuttosto perplesso e, poi, dietro le sue insistenze, la strega gliela trovò davvero. Lascio che sia lo stesso Goldman a raccontare come si svolse il tenebroso rituale:

    "Nei giorni che seguirono, la strega fece sfoggio di tutte le risorse della sua arte... Infine arrivò il momento di completare tutti quegli incantesimi con un sacrificio e firmare il patto col diavolo. Perché... non era una strega ‘bianca’. Lei praticava la vera magia nera... Il passo finale fu comunque sinistro". Era necessario fare un patto col diavolo perché il desiderio di Yoko Ono si realizzasse.

    Il giorno del patto diabolico scrive Goldman: "Yoko raggiunse il piccolo ammasso di detriti... (la megera la guardò e mormorò, ndr) <<Adesso, piccina, è ora di firmare>>. Con gli occhi diresse Yoko verso l’altare e una colomba incatenata che stava accanto a una fiamma scoppiettante. La vecchia strega tirò fuori dalla tasca un pezzo di carta piegata, il contratto. Lo aprì con deliberata cura e lo appoggiò sull’altare...

    "Il foglio era zeppo di strani segni, …come l’alfabeto delle streghe, del tipo usato durante il periodo elisabettiano. Poi, Nora infilò di nuovo le mani ossute in tasca e tirò fuori un bastoncino appuntito. Allungò il braccio e afferrò la colomba. Poi con le forti dita le tenne la testa giù. Nora fece roteare gli occhi all’indietro e iniziò la preghiera sacrificale. D’un tratto, con abilità, infilò il bastoncino dietro il collo della colomba che s’afflosciò senza un grido. Poi rimosse il bastoncino e protese in avanti la vittima. <<Firma, piccina, firma adesso>>. ...Yoko era chiaramente in preda al panico. D’un tratto si girò verso… (l’amico John Green, ndr) ... fallo tu! Per favore. ...Fallo per me. Firma".


    "Green prese la penna che gli veniva offerta e firmò il documento col sangue. ...Tornando a casa, Yoko volle assicurare Green che non gli sarebbe accaduto niente di spiacevole. ...gli disse. <<Sei stato molto coraggioso a firmare col tuo nome>>. <<Col mio nome?>> fece Green. <<Ma Yoko, io non ho firmato col mio nome!>>. <<Ma devi averlo fatto !>> esclamò Yoko. <<Devi averlo fatto! Altrimenti non otterrò le cose che ho chiesto!... Come hai firmato? ...Non col mio nome! Non col mio!>>. Mentre Yoko urlava terrorizzata, John Green si ritirò nell’ombra in modo che lei non potesse vedere il suo sorriso" (Ibid.).

    Jim Morrison era uno stregone. Nel 1970 sposò a New York Patricia Kennely col rito stregonesco Wicca. Queste streghe venerano le forze primordiali della natura, la Grande Madre e il dio Cornuto. Ray Manzarek parlando della musica del complesso dei Doors ebbe a dire: <<la nostra è proprio come una cerimonia tribale e Jim è lo Sciamano... Gli allucinogeni ci aiutano ad entrare più rapidamente e più profondamente in questa dimensione...>> (Mandel William, Jim Morrison. Lo Sciamano e il Peyote, Kaos Ediz., Milano 1990, pag. 24). Morrison specificò meglio: <<La nostra è una ricerca nei territori dell’Ignoto... L’Oscurità, il Male, il Selvaggio sono per noi territori da sondare, da percorrere cavalcando il Serpente...>> (Ibid.). Le sue orazioni predicavano, tra l’altro: <<Il mio è anche un invito rivolto ai poteri oscuri, alle forze del Male, perché escano allo scoperto>> (Ibid., pag. 104).

    Sono molti altri gli idoli del rock che non nascondono la loro simpatia per il diavolo. I Rolling Stones, per esempio, fanno esplicito riferimento a Satana in diverse loro canzoni. Ecco alcuni titoli esemplificativi: "Simpathy for the Devil" (Simpatia per il diavolo), "Sweet Black Angel" (Dolce angelo nero), "Conversation with my Demon Brother" (Conversazione con il mio fratello demone), "Their Satanic Majesties" (Le loro maestà sataniche), "Dancing with Mr. D." (Ballando col signor D.). E poi ci sono i Greateful Dead "Friend of the Devil" (Amico del diavolo), Eddie Kirkland "The devil" (Il diavolo), il complesso dei Venom "Welcome to Hell" (Benvenuti all’inferno), i Morbid Angel "Bleed for the Devil" (Sanguina per il diavolo), Diamanda Galas "The Litanies of Satan" (Le litanie di Satana), ecc. ecc. Non proseguo oltre, anche se la lista di complessi famosi, con analoghe simpatie, è molto lunga.

    Altra sicura grande sorpresa desterà il sapere che, a quanto scrive Alessandro Barbera, sull’ "Italia", settimanale, del 14 Dicembre 1994, il grande Walt Disney, <<il padre di Topolino fu membro di società iniziatiche, lanciò nei suoi cartoon messaggi esoterici, simpatizzò per Mussolini e frequentò il partito nazista americano>>. Secondo Barbera <<il Disney iniziatico lo si trova soprattutto nei lungometraggi. Una cosa che si nota subito, in tutto l’arco della sua attività creativa, è che i fenomeni magici non sono mai per lui superstizione. Può trattare con serietà e con umorismo questi argomenti ma non li svaluta mai>>.

    L’attrice 26enne Sharon Tate, moglie del regista Roman Polansky, incinta di otto mesi, seviziata e uccisa nella sua villa al numero 10050 di Cielo Drive, Bel Air, Los Angeles, California (USA), il 9 Agosto 1969 tra mezzanotte e le 2, dalla sètta del satanista Manson, sarebbe stata lei stessa una seguace del diavolo. Il settimanale "Rosa&Nero", nel numero del 14 Aprile 1995, sostiene che a dirlo è la stessa sorella di Sharon, Patty, che nel suo libro "Synonymous With Evil?", tra l’altro, racconta: <<Pochi sanno che mia sorella era affascinata dal demonio. Sharon… quando aveva incontrato Roman Polansky, si era subito interessata a lui per la fama diabolica che il regista polacco si era conquistata con la sua opera e anche con alcuni episodi della sua vita…>>.

    Una curiosità. "Helter skelter" è il titolo di una canzone dei Beatles che, pare, abbia ispirato la strage compiuta, nel 1969, dal satanista Charles Manson e dai suoi seguaci. Il movente, come confessarono, era accendere l’Helter Skelter, ossia scatenare il caos, dal titolo del brano dei Beatles. Manson affermerà che il testo in questione lo avrebbe ispirato. In ogni caso, agli atti del processo per la strage di Bel Air è allegata la convocazione, da parte della Corte, di McCartney e di Jonn Lennon.

    Al giornalista Maurizio Blondet un misterioso individuo, che egli definisce come <<un esperto di un genere assai speciale>>, confidò che anche l’attrice Jodie Foster avrebbe fatto parte, come sacerdotessa, della sètta "Skull and Bones" (Teschio e ossa) e fece anche altri nomi di importanti personaggi dello scenario mondiale (M. Blondet, Gli <<Adelphi>> della dissoluzione, ediz. Ares, Milano 1994, pagg. 230-234).

    

    Giuseppe Cosco

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