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9 aprile 2012

LA VERITA' SUL VATICANO: LIBERATE LE CARCERI!

 


   La struttura e i segreti che si nascondono dietro un'istituzione come lo IOR riescono a spiegare molte cose, e d'un tratto sembra che gli eventi prendano una forma e trovano il loro posto nell'ordine della storia.

  Molti documenti significativi mostrano la complicità dello IOR nei meccanismi finanziari della Federal Reserve per riciclare delle riserve d'oro, molto probabilmente appartenenti al tesoro degli Ustashe. I processi per la restituzione dell'oro furono subito archiviati presso il Dipartimento di Stato Americano, su pressione dell'allora Segretario di Stato del Vaticano il Cardinale Sodano, e le commissioni storiche di inchiesta in seno al Vaticano sciolte, dopodichè fu sempre negata l'apertura alle autorità investigative dell'archivio storico del Vaticano. Nel corso degli anni i forzieri della Banca del Vaticano si sono accresciuti grazie alla collusione con ambienti mafiosi e i Banchieri, derubati essi stessi dopo un crack finanziario che è rimasto impunito, senza colpevoli o responsabili. Coloro che tentarono di fermare questo meccanismo ne sono rimasti vittime, morendo ufficialmente per suicidio, per morte naturale, oppure per mano dei terroristi: la storia recente italiana è stata macchiata da atroci delitti che hanno fatto deserto intorno lasciando al potere i corrotti e i criminali.

    Papa Luciani morì dopo solo 33 giorni di pontificato, per aver tentato di riformare lo IOR, vedendolo come un istituto ormai corrotto e diabolico nelle mani della Chiesa, ripugnando l'idea che un'Istituzione religiosa dovesse detenere un così forte potere temporale. Prima di lui, Aldo Moro cercò di fermare i piani atlantici di distruggere il comunismo, per costruire un'Europa fondata sulla conciliazione tra ovest ed est, per porre definitivamente fine ai conflitti e alle collusioni con i Banchieri e oscuri personaggi che si erano macchiati di crimini orribili durante la seconda guerra mondiale. Il messaggio di questi due grandi uomini è caduto purtroppo nel silenzio, perché la disinformazione ha contaminato la loro memoria: non martiri di un sistema corrotto, ma vittime della pazzia o del fato. Fu nominato come nuovo Papa Caroll Woityla proprio perché doveva fungere da base logistica durante la guerra fredda, divenendo Giovanni Paolo II che tuttavia non si è mostrato all'altezza del messaggio di pace di Papa Luciani. Egli rese lo IOR ancora più potente con il furto del Banco Ambrosiano e ha portato a termine l'obiettivo di far crollare il comunismo, decretando così anche la morte di migliaia di serbi.

    La storia dei Balcani, non a caso, rappresenta la prova ancora vivente dei crimini commessi dal Nazismo e dal Vaticano, la sofferenza di questo popolo è stato il prezzo pagato dall'umanità per garantire il benessere di un'altra parte del mondo.

    Quando l'oro del tesoro degli Ustasha fu venduto alla Federal Reserve, nel 1975, Tito riconobbe il popolo musulmano e creò lo stato della Bosnia, in un territorio in cui vivevano più di un milione di serbi, che si erano rifugiati lì perché perseguitati dal regime ustasha. Tito era croato, ma non ne parlava bene la lingua, e nonostante anche la moglie fosse croata, non ha avuto né una pensione né una casa, ed è stato il governo di Belgrado a dare quest'assistenza.

    Tito non è mai stato presente alla commemorazione di Jasenovac, come mai nessuna istituzione europea, perché nel silenzio dei media si è stato cancellato il ricordo, nonostante esista un "giorno della memoria". Dopo la Seconda Guerra mondiale i serbi erano sparsi in tutta l'aerea balcanica, per cui l'idea della Grande Serbia nasce nell'intenzione di unire definitivamente questo popolo costretto a vagare, in un'unica nazione. Allo stesso tempo si era già formato un fronte irredentista croato che rivendicava la sovranità dell'antico stato croato come negli anni della Seconda Guerra mondiale. La situazione era estremamente delicata e richiedeva uno sforzo da parte di quei popoli di convivere in pace per non cadere negli scontri sanguinari: la Jugoslavia socialista era infatti riuscita a stabilire un giusto equilibrio all'interno e a riunire sotto un'unica bandiera gli slavi.

GIOVANNI PAOLO II E MARCINKUS

    La pace di quel popolo però non è stata rispettata, e gli antichi odi della seconda guerra mondiale sono stati alimentati dalla Nato e dal Vaticano stesso per abbattere del tutto il comunismo. La Nato fece un'opera di dissuasione e di disinformazione, creando così i miti dei campi di sterminio dei bosniaci, mentre il Vaticano appoggiò e finanziò la forze croate che volevano impossessarsi di quella parte della Bosnia occupata dai serbi. Hinlica nasce proprio per consentire il trasferimento dei fondi occidentali nell'Europa dell'est, e sostenere la Polonia, la Repubblica Ceca e la Croazia, contro la Serbia, l'Albania il Kosovo. 


   Il Vaticano ha così finanziato l'opera di costruzione mediatica della Madonna di Mudjugorje, apparsa infatti in un luogo ancora insanguinato dagli odi etnici per portare ancora più odio e disprezzo verso il popolo ortodosso: Medjugorje si trova in un territorio della Bosnia-Herzegovina occupata dagli irredentisti croati, tanto che nei negozi di souvenir la valuta locale ed accettata è il kuna croato. Così mentre in una parte della città si pregava, nell'altra l'esercito croato, con i ritratti della madonna intorno ai fucili, uccidevano, deportavano e torturavano le popolazioni della Krajna, di cui oggi vi sono più di 300 mila profughi.

GIOVANNI PAOLO II E FRAJO TUDJMAN

    Hanno così costruito l'immagine di un Papa che ha abbattuto il Comunismo, un uomo di guerra e di pace, per sua stessa ammissione, ma che ha sacrificato in nome di un ruolo politico che non gli competeva la vita di migliaia di persone. Allora bisogna chiedersi perché il Vaticano riuscì in questa grande impresa, evangelizzando la maggior parte del globo, ma non riuscì a riconciliarsi con la Chiesa Ortodossa, non riuscì a varcare i confini della Serbia e della Russia. Pur avendo visitato i Balcani, recandosi nei luoghi di culto più importanti, non ha mai visitato il campo di Jasenovac, negando implicitamente quell'evento, e mettendo così in atto una politica di odio e di rancore. Umiliò in più occasioni il popolo serbo e la religione ortodossa con la deliberata intenzione di mostrare una totale indifferenza verso quel popolo che aveva sofferto, o forse perché mostrando pietà per quelle vittime avrebbe anche riconosciuto la colpevolezza dei gerarchi cattolici che avevano partecipato a quell'opera di conversione coatta. Il Vaticano, nonostante non rappresenta uno stato con potere temporale, fu così il primo a riconoscere l'indipendenza croata il 13 gennaio 1992, due giorni prima della Germania: un'azione diplomatica molto provocatoria che diede luogo ad una guerra civile che ha ucciso migliaia di serbi e Croati. Fu un riconoscimento prematuro ed irresponsabile perché era il frutto del regime di Franjo Tudjman, un generale antisemita estremista e nazionalista, era il risultato della strage della Krajna, era l'eredità della seconda guerra mondiale. Tudjman negò il genocidio in Jasenovac, così come quello degli ebrei, ma Giovanni Paolo II non proferì mai parola su i crimini commessi per realizzare lo Stato della Croazia.

    Inoltre, durante la sua visita del 1998 in Croazia, Papa Giovanni Paolo II rese beato l'Arcivescovo Alojzije Stepinac, padre spirituale degli Ustasha, durante una maestosa cerimonia che lo proclamò martire del regime comunista. Stepinac era il Vicario Supremo delle forze armate degli Ustasha, definì Hitler "un inviato di Dio", era una parte del Parlamento degli Ustasha in Zagreb, accolse il Nazismo e sostenne il regime di Pavelic, partecipò politicamente alle decisioni di conversione forzata dei serbi e alla gestione dei campi di sterminio di Kozara e Jasenovac. A pochi giorni alla fine del conflitto mondiale, gli ustasha fuggirono e le truppe bolsceviche ritrovarono nei monasteri e nei palazzi dei vescovi immense quantità d'oro: per i crimini commessi furono arrestati e imprigionati, e tra questi anche Stepinac.

    Beatificare un criminale che si è macchiato di orrori così terribili significare anche negare uno sterminio compiuto per eliminare una etnia che professava una religione differente, significa concepire e ammettere i conflitti di religione, quelli per cui si combatte e si fa una netta distinzione tra cattolicesimo e islamismo.

STEPINAC E IL NAZISMO

    Il Vaticano non condannò mai l'aggressione della Nato in Kosovo e in Bosnia, come invece era accaduto con la guerra in Iraq, anzi Giovanni Paolo II chiese personalmente l'intervento armato delle nazioni per disarmare l'aggressore, ossia i serbi macellai dei miti di Srebrenica, così come chiese a Draskovic la distruzione delle chiese ortodosse in Kosovo.

    La crociata cattolica contro il Comunismo si è così rivelata una ceca alleanza con il Nazismo, combattendo con le beatificazioni dei carnefici, i finanziamenti ai massacratori e l'umiliazione delle vittime, la cui colpa era di essere di una differente religione o di diverso credo politico.

    Giovanni Paolo II chiese la santificazione di Papa Pio XII, il Papa del Nazismo per antonomasia, come oggi la Chiesa chiede la sua di santificazione.

    Ci sono uomini nel mondo che combattono in silenzio, senza mai fermarsi, prendono le sofferenze della gente e per questo si uniscono alla Etleboro. Con questo messaggio vogliamo dirvi che anche nella Chiesa esistono persone che combattono, e che soffrono, ma purtroppo sono manipolate da una struttura di potere, come quella dello IOR, che non è differente dai gruppi massonici, o dalle multinazionali, non è differente da scientology e nè tantomeno dai partiti, accomunati tutti dal fatto di aver commesso gravi crimini contro l'Umanità.

    La verità innegabile che traiamo da questa storia è proprio la dimostrazione di come una struttura così verticale e piramidale è in grado di manipolare un'intera comunità, che legittima gli atti criminali di coloro che si pongono ai vertici della piramide.

    Quando invece le persone vengono rappresentate da una struttura orizzontale, si crea un ambiente in cui il confronto e la condivisione delle esperienze porta ad analizzare in maniera approfondita un evento: non vi sono né santoni, né guru che fanno da istituzioni. Il sostegno e la partecipazione di molti, hanno fatto sì di creare un dialogo dove non era possibile averlo, e questo ci ha reso più forti e più coscienti di come una struttura di potere possa influire sulle sorti degli Stati.









Fonte: Etleboro.com