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14 luglio 2012

SATURARE L'ATMOSFERA DI ONDE ELETTROMAGNETICHE (A QUALE SCOPO?)




Intervista al dott. Marinelli, biologo e ricercatore di fama del CNR, sugli effetti dei campi elettromagnetici nel corpo umano
 
Ho intervistato il dott. Marinelli del CNR di Bologna, ricercatore di chiara fama, perché mi auspico che l’informazione e la testimonianza di chi si adopera professionalmente nella ricerca, possa far prendere coscienza e far riflettere, poiché questo è un problema che interessa tutti, anche le future generazioni. Ritengo che non si debbano accettare inconsapevolmente o consapevolmente, decisioni equivoche per i nostri figli e per i nostri nipoti e che scelte di questo tipo, vadano prese con molta prudenza e lungimiranza, in prospettiva del futuro, dell’ambiente e della salute. (Giri Maurizio)

Dottor Marinelli, il vostro istituto di ricerca  del CNR di Bologna, di cosa si occupa esattamente, quali studi effettuate e per conto di chi.


All’Istituto IGM-CNR (Ist. Di Genetica Molecolare precedentemente Citomorfologia) ci occupiamo dal 1990 degli effetti biologici dei campi elettromagnetici (CEM), in collaborazione con L’ISPESL (Ist per la prevenzione e la sicurezza del lavoro ) di Roma e Venezia.

Nel 2004, ha condotto una indagine sugli effetti delle onde elettromagnetiche nelle cellule leucemiche, ricerca pubblicata sulla rivista Journal of Cellular Physiology 2004 e riportata da New Scientist. Quali sono stati i suoi risultati?

Una importante pubblicazione del 1997 riguardava gli effetti delle basse frequenze 50 Hz ( elettrodomestici ed energia elettrica) in cui erano riportati gli effetti sulla proliferazione cellulare e sulla modificazione della membrana delle cellule con alterazioni della fisiologia cellulare. La pubblicazione cui si riferisce e’ questa: 

“JOURNAL OF CELLULAR PHYSIOLOGY 198:324–332 (2004)
EXPOSURE TO 900 MHZ ELECTROMAGNETIC FIELD INDUCES AN UNBALANCE BETWEEN PRO-APOPTOTIC AND PRO-SURVIVAL SIGNALS IN T-LYMPHOBLASTOID LEUKEMIA CCRF-CEM CELLS”

Tradotto:  l’esposizione a campi elettromagnetici di  900 MHz produce uno sbilanciamento nell’espressione dei geni che controllano la proliferazione delle cellule linfoblastoidi CCRF-CEM. In particolare a breve tempo di esposizione vengono uccise il 20 % delle cellule danneggiate (2-12 ore) poi vengono stimolate a proliferare anche le cellule precedentemente danneggiate (24-48 ore). Si tratta di una influenza dei campi elettromagnetici sul controllo dei geni che prima fa uccidere le cellule troppo danneggiate e non riparabili con il meccanismo dell’apoptosi, poi fa proliferare quelle danneggiate ormai aberranti e  potenzialmente tumorali. Si tratta di risultati preoccupanti per la salute se fossero confermati anche sugli organismi esposti.

In base al suo studio, conosciamo i risultati sulle cellule malate ma non quelli sulle cellule sane. Si potrebbe affermare che, se esiste un riscontrato effetto biologico sulle cellule malate, potrebbe esistere comunque un effetto biologico su tutte le cellule, in particolar modo quelle più deboli o quelle più giovani come nei bambini?

Si fanno gli esperimenti su cellule leucemiche perchè si conosce bene il loro comportamento a tutti gli stimoli che alterano il loro controllo genico, ma analoghi esperimenti preliminari sono stati condotti su linfociti ottenuti da sangue di donatori sani con gli stessi risultati. Diversi studi hanno dimostrato inoltre la maggiore suscettibilità dei bambini alle radiazioni ( Prof. Hyland) e maggior penetrazione nel cranio dell’energia elettromagnetica del cellulare (Prof. Gandhi).

Quali altri studi state conducendo che interessano gli effetti e l’esposizione delle onde elettromagnetiche sul corpo umano?

Sono in corso esperimenti per determinare l’esistenza di un livello minimo di esposizione che non dia effetti genetici. Esperimenti sulla esposizione intermittente ( 2min. acceso, seguito da 20 min. spento, oppure 5 min. acceso e 20 min spento) come si verifica nell’uso del telefono cellulare. Ed esperimenti in collaborazione con altri istituti: Con Istituto di Medicina Molecolare di Tor Vergata Dr. Grimaldi e Lisi esperimenti sulla influenza dei CEM sulle cellule staminali, Con l’Universita’ La Sapienza di Roma Dip. Di chimica del  Prof. Barteri esperimenti sulla influenza dei CEM sulla cinetica enzimatica dell Acetil-colinesterasi ed altri enzimi importanti nel funzionamento cellulare. Inoltre studi su HPMP ( forti impulsi di breve durata ) ed RFID ( Sistemi di identificazione a radio-frequenza).

Nel campo della medicina ogni farmaco, prima di essere lanciato sul mercato deve subire un iter piuttosto lungo ed essere testato per anni su pazienti per verificare gli effetti collaterali, e spesso non è sufficiente neppure questo. Chi ci propone invece le antenne, lo fa basandosi su parametri ritenuti sicuri ma senza conoscere quali saranno gli effetti sul corpo umano a lungo termine, mentre l’OMS, raccomanda prudenza, distribuisce consigli sull’uso moderato del cellulare e lo sconsiglia ai bambini. In quanti campi della medicina e della salute esiste il rischio “accettabile”?

Ritengo che si debba eliminare ogni rischio conosciuto, ed usare il Principio di precauzione nell’esporsi. In questo caso ci sono dati che dimostrano un possibile effetto di cui non si conoscono esattamente  i meccanismi di azione occorre valutare esattamente il rapporto  costi-benefici.

Il telefono cellulare e’ prezioso se ci si trova in situazione di pericolo. Va quindi utilizzato come una radio di emergenza per cui il rischio del possibile danno sia  compensato dalla eliminazione dello stato di emergenza. Non e’ sensato utilizzarlo per la normale comunicazione. Come non e’ sensato esporre tutta la popolazione a livelli crescenti di emissioni elettromagnetiche potenzialmente dannose, come le relativamente basse frequenze dei sistemi RFID (identificazione a radiofrequenza delle cosiddette etichette intelligenti, dei sistemi anti-taccheggio, del telepass, quelle MF, UHF, VHF, quelle radar del WIFI, Bluetooth ,WIMAX e Gap-fillers sulle antenne telefoniche per la TV palmare, che non esistono in natura.

La vita si e’ evoluta sulla terra quando le radiazioni ionizzanti sono diminuite tanto da non uccidere piu’ le cellule e gli organismi in via di sviluppo e in assenza delle radiazioni elettromagnetiche suddette.

Dal punto di vista della specie umana, aver modificato l’ambiente elettromagnetico naturale come si sta facendo, e’ come aver versato una boccetta di inchiostro nell’acquario.

Vorrei evidenziare i parametri utilizzati nel suo studio pubblicato nel 2004 sul JCP , 900 MHz e 1 milliwatt, per 48 ore. (parametri relativi alla freq. del GSM). Sempre ragionando empiricamente, si sostiene che chi vive nel campo di emissione di un ripetitore è come se avesse costantemente un cellulare acceso a 2-3 metri di distanza, moltiplicato per il tempo di esposizione che generalmente corrisponde a molti anni. Non le chiedo di farci dei calcoli, ma le chiedo, non soltanto come medico ma come persona, accetterebbe di buon grado un bel ripetitore vicino a casa sua? Cosa ne pensa e quali precauzioni consiglia.

I parametri espositivi nei nostri studi sono sempre molto minori  delle potenze in uso con i telefonini (che possono emettere fino a 2000 milliwatts) e sempre nell’ambito dei livelli non termici, cioe’ che non provochino danni da riscaldamento delle cellule. Stiamo preparando gli stessi studi alle frequenze 1800 MHz del GPRS e dell’UMTS. Vivere vicino ad un ripetitore e’ come vivere nell’acquario in cui si e’ versato l’inchiostro. L’emissione elettromagnetica richiede alle cellule un continuo uso di energia per riparare continuamente  i danni al funzionamento cellulare finche’ nel lungo periodo le cellule stressate non riescono piu’ a riparare e si ammalano. Quale precauzione, suggerirei di sottrarsi alle esposizioni il piu’ possibile. Un possibile meccanismo dello stress cellulare e’ la formazione di radicali liberi, potrebbe essere utile assumere abitualmente vitamine quali la C ed altre,  aumentando le quantita’ di frutta, verdura e agrumi nella dieta, oltre all’eventuale uso di quelle sintetiche


Dr. Fiorenzo Marinelli